Paolobellavite


Go to content

Resistenze vinte (I)

CURRICULUM

La storia del gruppo ha registrato notevoli resistenze e ostacoli (o emarginazioni) verso il tentativo di portare avanti la ricerca e l’attività didattica in un settore ingiustamente considerato "poco ortodosso". Le resistenze hanno riguardato le idee e la carriera di Bellavite: divenuto professore già nel 1984, ha anteposto la passione per la ricerca alla successiva progressione accademica (e qui stendiamo un pietoso velo di silenzio) ed ha dovuto sempre lottare per avere un minimo spazio. Inutilmente ha chiesto maggiori spazi e posti di ricercatori con istanze presentate a più riprese e per iscritto (precisamente nel 1993, 1996, 1998, 2000, 2002, 2012). Per mancanza di prospettive consistenti, molti stretti collaboratori, pur autori di numerose e significative pubblicazioni, hanno dovuto lasciare il lavoro di ricerca in università. Ciò è paradossale in Patologia Generale, perché quello della medicina complementare e integrata sarebbe invece un ottimo campo di sviluppo di tale disciplina, aperta a diversi contributi scientifici ed epistemologici. Fra l'altro, costituisce interesse dei Patologi la storia della medicina, la quale va continuamente rivisitata sotto diverse prospettive. L'omeopatia è ingiustamente considerata una medicina del passato, mentre oggi essa viene rivalutata come un campo di frontiera, tanto è vero che le principali riviste internazionali si sono viste assegnare un "Impact Factor" ufficiale, cosa impensabile fino a pochi anni fa.

L’origine di tali problemi sta innanzitutto nell’impostazione culturale di tipo riduzionistico-meccanicistico, che informa ancora la cultura biomedica dominante e che tende a negare rilevanza nella ricerca e nella didattica a tutto ciò che – nella dinamica del vivente e nella patologia - non sia “spiegabile” in termini strettamente molecolari. Naturalmente, opporre la medicina "molecolare" all'omeopatia rappresenta una posizione totalmente scorretta e fuorviante. A parte la ovvia considerazione che l'acqua e i suoi soluti sono fatti di molecole ed altrettanto ovvia considerazone che le molecole non agiscono come singole entità ma in concerto con altre, l'uso delle dosi ultra-basse e l'impiego di informazioni di tipo elettrodinamico e quantistico non contrasta ma integra l'operatività delle "molecole".
Un altro grosso nodo sta nel sistema di potere accademico venutosi a creare, per i meccanismi concorsuali, all’interno dei gruppi disciplinari (vedi lettera a suo tempo inviata a “ Università-Notizie”). Esso condiziona pesantemente la libertà di ricerca dei singoli, sia giovani (che devono ottemperare ai "desiderata" di loro superiori) sia anziani (che devono far parte di cordate ben strutturate al fine di poter "piazzare" i loro allievi e trovare i fondi per la ricerca).
Infine esistono limiti oggettivi di risorse a disposizione della struttura universitaria, che soffre della scarsa attenzione delle istituzioni pubbliche italiane verso il mondo della ricerca.
Tirando un pietoso velo sulle resistenze e le opposizioni (comunque ben documentate), preferiamo rilevare come Bellavite e il suo gruppo abbiano a più riprese ricevuto notevoli incoraggiamenti:


CONSOLAZIONE n. 1:
Dr. Giuseppe del Barone (Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici) (2002):
“Desidero ringraziarLa sentitamente della Sua fattiva partecipazione nonché della apprezzatissima relazione svolta al Convegno tenutosi a Terni su La professione medica e le medicine non convenzionali, rischi ed opportunità”
(Lettera prot. 4355 28.11.2002)

CONSOLAZIONE n. 2:
Prof. Paulo Araujo (Professore di Immunologia, Università di Campinas, BR) (2002):
“Si tratta di una sfida, sostenuta dalla ricchezza ed ampiezza delle conoscenze che vengono affrontate, molte delle quali finora ritenute incompatibili o non connesse con la medicina moderna. In una posizione di altruismo, sicurezza e rigore accademico, Paolo Bellavite ha concepito quest’opera a partire da un’intensa e viva esperienza professionale, in cui i differenti filoni dei suoi studi e dei suoi scritti costituiscono un panorama riccamente documentato.
Il ciclo infinito di idee e di azioni
Infinita esperienza, infinita invenzione,
Traccia il movimento del sapere, e non dà pace...
Dove sta la vita che perdemmo vivendo?
Dove sta la sapienza che perdemmo nella conoscenza?
Dove sta la conoscenza che perdemmo nelle informazioni?

(T. S. Eliot , “The Rock”)”
(Presentazione del libro “Medicina Biodinamica” di P. Bellavite, Papirus Editora, BR, 2002)

CONSOLAZIONE n. 3 (messaggio email di medico da Bombay, 10 settembre 2010):
"Sir the kind of breakthrough you have shown in your studies should not stop here but to carry on further, it would be a great benefit to mankind if such researches get recognized and the path gets its due credit. If there is any chance of we arranging a visit of you here or we getting a chance to learn under you please let us know. Thank you very much once again".
Prof Dr Ravi Doctor, Dept of Complementary Medicine, Saifee Hospital, Mumbai

CONSOLAZIONE n. 4 (Lettera della presidente dei farmacisti omeopati brasiliani e della coordinatrice del GIRI, 8 settembre 2011):
"Ilmo. Sr. Paolo Bellavite, a Associação Brasileira de Farmacêuticos Homeopatas - ABFH vem agradecer a sua participação no VIII CONGRESSO BRASILEIRO DE FARMÁCIA HOMEOPÁTICA e do XXV Simpósio do GIRI, realizado no período de 04 a 07 de setembro de 2011 em Foz do Iguaçu. Queremos mais uma vez, nesta oportunidade, manifestar os nossos sinceros agradecimentos a todos aqueles que contribuíram para o sucesso desse brilhante evento, certos de que sua presença, questionamentos e a troca de conhecimento, propiciaram a realização dos objetivos, metas e anseios da ABFH e do GIRI. Atenciosamente"
Márcia Aparecida Gutierrez Presidente do VIII CBFH, Carla Holandino Coordenadora do XXV Simpósio do GIRI



HOME PAGE | NEWS | CURRICULUM | RESEARCH | PUBLICATIONS | DIDATTICA (I et F) | IMAGES and VIDEO | Site Map


Back to content | Back to main menu