Paolobellavite


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Resistenze vinte

CURRICULUM (I)

Per chi volesse conoscere nelle sue diverse dimensioni la storia della ricerca nel campo della medicina integrata, potrebbe essere utile conoscere anche le resistenze che si sono trovati ad affrontare Bellavite ed il suo gruppo, nel portare avanti la ricerca e l’attività didattica in un settore di frontiera. Le resistenze hanno riguardato le idee e la carriera accademica di Bellavite, ma si sono manifestate soprattutto con la mancata accoglienza delle proposte di spazi e di posti per giovani collaboratori, presentate a più riprese e per iscritto (precisamente nel 1993, 1996, 1998, 2000, 2002). Per mancanza di prospettive consistenti nell’ambiente accademico, i più stretti collaboratori, pur autori di numerose e significative pubblicazioni, hanno infine dovuto lasciare il lavoro di ricerca in università. Ciò è paradossale in particolare nel campo della Patologia Generale, perché quello della medicina complementare e integrata sarebbe invece un ottimo campo di sviluppo di tale disciplina, aperta a diversi contributi scientifici ed epistemologici. Va sottolineato anche il fatto che è compito di questa disciplina anche quello di affrontare il tema della storia della medicina, la quale va continuamente rivisitata sotto diverse prospettive. L'omeopatia è ingiustamente considerata una medicina del passato senza basi scientifiche, mentre oggi essa viene rivalutata come un campo di frontiera, tanto è vero che le principali riviste internazionali si sono viste assegnare un "Impact Factor" ufficiale, cosa impensabile fino a pochi anni fa.

Breve ma significativa antologia di alcuni giudizi sulle idee e la carriera accademica di Paolo Bellavite

PREVISIONE n. 1:
Lettera del Direttore dell’Istituto di Patologia Generale al Preside della Facoltà di Medicina di Verona (1990): “Occuparsi di omeopatia è fuori dal solco in cui si muove la scienza biomedica moderna. Ciò per il prof. Bellavite avrebbe come conseguenza l’impossibilità di vincere un concorso di prima fascia di Patologia Generale. Questa è una previsione assolutamente certa.” (Lettera prot. 532/90 del 01.10.1990 )

PREVISIONE n. 2:
Prof. Marvin A. McMillen (Dipartimento di chirurgia, Università di Yale) (1995):
“Viviamo in un’era in cui un ricercatore che trasferisce un canale del calcio del cuore di coniglio in un uovo di rana o in un topo transgenico può estrapolare i suoi dati all’uomo, ma lo studio dei concetti omeopatici di microdosi o del simile è un sicuro suicidio accademico.”
(Presentazione del libro “Homeopathy, a Frontier in Medical Science” di P. Bellavite e A. Signorini, North Atlantic, Berkeley, CA, 1995)

CONFERMA DELLE PREVISIONI n. 1:
Prof. Anna Casu (commissario al concorso di ordinario di Patologia Generale) (2000):
“Ammiro l’entusiasmo che Lei mette nelle Sue ricerche, ma penso veramente che il tempo non è ancora venuto perché la “medicina integrata” da Lei studiata possa a pieno titolo integrarsi nella Patologia Generale di oggi (o meglio dei nostri maestri)” (Lettera di commento all’esito del concorso, 19.06.2000)

CONFERMA DELLE PREVISIONI n. 2:
Prof. Luigi Frati (commissario al concorso di ordinario di Patologia Generale) (2000):
“Il candidato si allontana dai tradizionali canoni epistemologici senza proporne altri in modo convincente.” (Albo del rettorato e della facoltà di Medicina, Università di Roma-La Sapienza, 27.11.2000).
-->Due domande:1: quali sarebbero i tradizionali canoni da cui il candidato si sarebbe "allontanato"? Quelli della medicina? Non sapevo che la medicina avesse un "canone epistemologico tradizionale".
2: quale sarebbe il "modo convincente" con cui proporre altri (supposti) canoni epistemologici? Dovrei convincere chi appartiene ad un altro "canone"? Nessuno ci è mai riuscito in vita, neppure Galileo Galilei.
-->Comunque il seguito del nostro lavoro mostra che questo giudizio fu sbagliato, sia nella prospettiva epistemologica, sia nella sostanza. Spero ancora che chi lo ha pronunciato almeno se ne renda conto.




L’origine di tali problemi sta innanzitutto nell’impostazione culturale di tipo riduzionistico-meccanicistico, che informa ancora la cultura biomedica dominante e che tende a negare rilevanza nella ricerca e nella didattica a tutto ciò che – nella dinamica del vivente e nella patologia - non sia “spiegabile” in termini strettamente molecolari.

Un altro grosso nodo sta nel sistema di potere venutosi a creare, per i meccanismi concorsuali, all’interno dei gruppi disciplinari (vedi lettera inviata a “ Università-Notizie”). Infine esistono limiti oggettivi di risorse a disposizione della struttura universitaria, che soffre della scarsa attenzione delle istituzioni pubbliche italiane verso il mondo della ricerca.

CONSOLAZIONE n. 1:
Dr. Giuseppe del Barone (Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici) (2002):
“Desidero ringraziarLa sentitamente della Sua fattiva partecipazione nonché della apprezzatissima relazione svolta al Convegno tenutosi a Terni su La professione medica e le medicine non convenzionali, rischi ed opportunità”
(Lettera prot. 4355 28.11.2002)

CONSOLAZIONE n. 2:
Prof. Paulo Araujo (Professore di Immunologia, Università di Campinas, BR) (2002):
“Si tratta di una sfida, sostenuta dalla ricchezza ed ampiezza delle conoscenze che vengono affrontate, molte delle quali finora ritenute incompatibili o non connesse con la medicina moderna. In una posizione di altruismo, sicurezza e rigore accademico, Paolo Bellavite ha concepito quest’opera a partire da un’intensa e viva esperienza professionale, in cui i differenti filoni dei suoi studi e dei suoi scritti costituiscono un panorama riccamente documentato.
Il ciclo infinito di idee e di azioni
Infinita esperienza, infinita invenzione,
Traccia il movimento del sapere, e non dà pace...
Dove sta la vita che perdemmo vivendo?
Dove sta la sapienza che perdemmo nella conoscenza?
Dove sta la conoscenza che perdemmo nelle informazioni?

(T. S. Eliot , “The Rock”)”
(Presentazione del libro “Medicina Biodinamica” di P. Bellavite, Papirus Editora, BR, 2002)

CONSOLAZIONE n. 3 (messaggio email di medico da Bombay, 10 settembre 2010):
"Sir the kind of breakthrough you have shown in your studies should not stop here but to carry on further, it would be a great benefit to mankind if such researches get recognized and the path gets its due credit. If there is any chance of we arranging a visit of you here or we getting a chance to learn under you please let us know. Thank you very much once again.
Prof Dr Ravi Doctor, Dept Of Complimentary Medicine, Saifee Hospital,Mumbai

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