Paolobellavite


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Film "Greater"

DIDATTICA (I et F)

Commento al film “Greater” proiettato in aula della facoltà di Medicina il 20 dic 2011 per iniziativa di un gruppo di studenti e introdotto con il seguente intervento del prof. Paolo Bellavite
Come è noto, l'AIDS è malattia del sistema immunitario il cui principale fattore eziologico è il virus HIV che danneggia le difese facilitando infezioni opportuniste. Non si guarisce nel senso che il virus rimane nel sistema anche con le terapie più efficaci. Si può però tenere sotto controllo e trasformare la sindrome in cronica subclinica. Oggi in Occidente fa un po' meno paura ma nei paesi africani rappresenta un flagello di proporzioni catastrofiche.
LE CIFRE SONO IMPRESSIONANTI
Pandemia iniziata negli anni ’80, oggi 34 milioni nel mondo, 3 milioni di nuovi casi ogni anno
Nel 2009 morti 1.8 milioni (finora in totale 27 milioni di morti). 22 milioni nell’Africa sub sahariana, si cui 2,3 milioni bambini (in tutta l’Asia 150.000, in Europa 1400). Sempre in Africa nel 2009 abbiamo avuto 1,8 milioni di morti
In Uganda la prevalenza è del 6,5%. Prevalenza maggiore nelle aree urbane, maschi più anziani e femmine più giovani
Solo 5 milioni circa di sieropositivi hanno accesso alle terapie antiretrovirali
FATTORI DI RISCHIO PRINCIPALI

  • Più partner simultaneamente
  • Cambio frequente di partners
  • Relazioni sessuali occasionali non protette
  • Più raro (se non all’inizio) per trasfusioni di sangue


NB: il film è disponibile in DVD: http://www.dischiespartiti.com/dvd/dvd-greater-defeating-aids.html

IL FILM
Di fronte a questa tragedia la organizzazione sanitaria è necessaria ma ancora del tutto insufficiente
Il film di Emmanuel Exitu, premiato da giurie internazionali, descrive l’esperienza del Meeting Point di Kampala, vista con gli occhi di un artista che va a visitare le donne che vi partecipano. Abbiamo una rappresentazione estremamente realistica anche dal punto di vista urbano e delle abitazioni, siamo lì a visitare, il film
ci fa vedere le cose con i nostri occhi
Molte sono vedove o abbandonate dai mariti. La donna che parla per prima: ero bloccata dalla malattia, chiusa in me stessa e nel mio dolore e Rose mi ha rimesso in movimento. Un’altra dice che aspettava solo di morire, “Rose mi ha fatto sorridere di nuovo”
Farsi colpire dal tipo di Rose, come si rapporta con le persone. Una cosa che ha colpito me: quando l’accompagnatore dice che invece di parlare bisognerebbe fare, lei lo corregge, si si va bene fare ma attenti che fare per fare stanca, perché non è mai finita, e di fronte a una immensità di tragedie umane allora sembrerà sempre di non far niente. Invece qui a tema è l'ESSERE della persona e il miracolo di un'amicizia gratuita tra le persone, che viene prima dei problemi, prima delle soluzioni.
UNA POSIZIONE VALIDA ANCHE SCIENTIFICAMENTE
Questo approccio all'AIDS è anche scientificamente valido per una ragione fondamentale: qualsiasi malattia si svolge in una dinamica interazione tra fattori esterni (in questo caso virus, batteri, funghi) e fattori legati all’ospite, alle resistenze del sistema immunitario ma anche nervoso e endocrino. Puntare non solo a sconfiggere il virus ma anche a sostenere l'organismo e la persona nella sua complesità di relazioni umane.
1. Poiché è noto che lo stress danneggia il sistema immunitario, il cambiamento di vita indotto dalla solidarietà, dalla amicizia, dal recupero dei rapporti familiari e dal lavoro
rafforza il sistema immunitario stesso e rallenta il decorso della malattia anche indipendentemente dai farmaci.
2. Il virus HIV è un virus che può restare sostanzialmente latente per molto tempo e il suo risveglio nel nucleo delle cellule ospiti può esser determinato da altri fattori come malattie intercorrenti , malattie infiammatorie e droghe, per cui il
cambiamento di stile di vita è fondamentale per evitare la accensione della malattia e la replicazione virale. Inoltre le donne sono istruite adeguatamente su come assumere gli antiretrovirali e sulla loro importanza nella cura.
3. Un'iniziativa come il Meeting Point rappresenta anche un
luogo di informazione e di formazione delle donne, che riscoprono la loro dignità e responsabilità nell’esercizio della sessualità. Se è vero che il preservativo può ostacolare il contagio, è anche vero che - soprattutto nei paesi poveri - esiste una scarsa propensione al suo uso tra i maschi. Invece, un notevole successo nelle strategie di prevenzione è stato osservato con la raccomandazione dell'astinenza e della monogamia. Questo punto è sostenuto da evidenze statistiche ed stato riportato dalla stessa Rose Busingye (assieme ad altri) in una lettera pubblicata da Lancet (aprile 2008) in cui si legge, fra l'altro: "Uganda has a record of success in the fight against HIV/AIDS. Studies from leading scientific journals show that the major factor in the decrease of HIV prevalence in Uganda was the reduction in casual, multipartner sex. In Uganda, Kenya, and Zambia, increases in abstinence behaviours have been associated with falls in HIV prevalence."
IL SENSO
Ma se anche il virus non è del tutto sconfitto, è possibile far propria una nuova posizione umana: Rose dice: “nessuna di loro accetta di essere considerata come una malata”. In altre parole grazie ad un incontro la persona
riscopre il proprio valore e fa emergere la parte sana di sé, punta sulla salute e la gioia di vivere, in questo senso il virus viene sconfitto. Queste donne hanno vinto la malattia.

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